di Mario Tosetti

Il ministero della Giustizia rinnova il regime di 41bis per Alfredo Cospito. L’avvocato dell’anarchico annuncia reclamo al Tribunale di Sorveglianza
Il ministero della Giustizia ha disposto il rinnovo del regime di 41bis per Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari.
La decisione è stata notificata alla difesa pochi giorni prima della scadenza del precedente provvedimento. Cospito è sottoposto al cosiddetto “carcere duro” dal 2022.
La reazione della difesa
L’avvocato Flavio Rossi Albertini ha annunciato che presenterà reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Roma contro il rinnovo della misura.
Nei prossimi giorni il legale incontrerà il proprio assistito per valutare nel dettaglio le motivazioni del provvedimento e le possibili iniziative giudiziarie da intraprendere.
Chi è Alfredo Cospito
Cospito è considerato una figura storica dell’area anarchica insurrezionalista ed è stato per anni vicino alla Federazione Anarchica Informale.
Detenuto da oltre dieci anni, ha scontato la pena in diversi istituti penitenziari italiani, tra cui il carcere di Opera a Milano e quello di Bancali a Sassari.
La sua vicenda giudiziaria e detentiva ha suscitato negli ultimi anni un ampio dibattito pubblico e politico.
Lo sciopero della fame contro il 41bis
Tra il 2022 e il 2023 Cospito ha portato avanti un lungo sciopero della fame per protestare contro l’applicazione del 41bis nei suoi confronti.
La protesta aveva attirato attenzione nazionale e internazionale, alimentando un confronto acceso sul regime detentivo speciale e sui suoi effetti.
Cos’è il 41bis
Il 41bis è un regime carcerario previsto dall’ordinamento penitenziario italiano per detenuti considerati particolarmente pericolosi.
La misura introduce forti limitazioni ai contatti con l’esterno e alla vita quotidiana in carcere, con l’obiettivo di impedire collegamenti con organizzazioni criminali o gruppi di appartenenza.
Per la severità delle restrizioni, il 41bis viene comunemente definito “carcere duro”.
Un tema al centro del dibattito
Il rinnovo del regime speciale nei confronti di Cospito riporta al centro il dibattito sul bilanciamento tra esigenze di sicurezza e diritti dei detenuti.
La decisione del ministero potrebbe ora essere riesaminata dal Tribunale di Sorveglianza, chiamato a valutare il reclamo della difesa e la legittimità della prosecuzione della misura.
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